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mercoledì
lug272016

Agrivillaggi e Transition Town. L'altro modo di vivere

di Sara Santolini

Dalle intuizioni di Rob Hopkins

alle teoria di Serge Latouche

Fino a Maurizio Pallante e alle prove pratiche

Introduzione

L’idea centrale della Decrescita Felice è quella di costruire una nuova società attraverso piccole ma diffuse deviazioni nell’utilizzo delle tecnologie e nel consumo. La proposta ha l’ambizione di trasformare la società attraverso il cambiamento delle scelte, che siano alternative rispetto a una economia giudicata insostenibile e dannosa per il reale benessere. Secondo il prof. Roberto Lombardi(1), «l’alternativa proposta dai sostenitori della decrescita è la dematerializzazione, il cambiamento di preferenze e meta-preferenze. La dematerializzazione è la riduzione in termini assoluti e globali dell’impronta ecologica e dello sfruttamento delle risorse naturali fino a livelli compatibili con le capacità del pianeta e dei suoi limiti».

Nella pratica, sono tantissime le persone che, anche senza saperlo, cominciano a vivere in maniera alternativa, a fare scelte che le allontanano dal mercato, anche solo parzialmente. Qualora si tratti solo di puntare al risparmio, l’esperienza rimane una buona pratica di economia domestica; quando a questa viene unita una certa sensibilità per l’ecologia e l’ambiente, spesso si traduce in uno stile di vita. È solo però quando a tutto questo si aggiunge, o meglio si sedimenta, una visione generale dell’economia e dei rapporti umani che si può parlare di Decrescita Felice. La nuova filosofia di vita che si abbraccia permette di non rinunciare a nulla di sostanziale, di scegliere come e dove vivere e a cosa dare un peso maggiore o minore nella propria vita, cambiando le proprie priorità e uscendo dalle logiche e dalle comuni dinamiche di consumo (e di mercato).
Simili le filosofie di altri movimenti che in comune hanno la volontà di rompere con l’esistente, che partono dalla stessa riflessione sulla crescita infinita - impossibile in un mondo finito, tanto che la collaborazione e lo scambio, soprattutto culturale, sono parte integrante della loro attività. Si parla del movimento per la Decrescita Felice, di quello delle Transition Town - tema introdotto in Italia proprio dalla Decrescita Felice, di chi progetta Agrivillaggi.
La questione centrale, per loro e non solo, è poter rispondere a una semplice domanda: cosa c’è dopo la crisi?
 

Sommario

Perché

Crisi e Decrescita Felice

Cosa sono le Transition Town

La Resilienza

La Permacultura

Nei piccoli centri e in città: la pratica

Italia in Transizione

L’alternativa made in Italy: gli Agrivillaggi

Il “dopo-crisi”

Bibliografia

Note

 

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