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Entries in Maurizio Pallante (12)

giovedì
gen192017

Referendum Costituzionale: il significato politico - di Maurizio Pallante

di Maurizio Pallante

Una operazione brutale e spregiudicata 
Rigettata senza appello. Per fortuna

Sommario:

Un verdetto profondo

Un sostegno interessato

La frattura sociale

Democrazia e globalizzazione

Politica e giuridica

Quella governance che non ci serve

Note

 

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lunedì
mag202013

La decrescita non ci verrà mai imposta dall’alto

giovedì
mar072013

Decrescita e paesi poveri, un controsenso?

 "

decreskida

di Maurizio Pallante e Andrea Bertaglio - Il Fatto Quotidiano.

Come si fa a parlare di decrescita ai paesi poveri, quelli che non hanno ancora avuto modo di crescere, dove il problema da combattere non è l’obesità, come in quelli ricchi, ma la denutrizione? Non è un controsenso? A chi ha troppo, anche se per l’economia di mercato non è mai abbastanza, si può proporre di moderarsi, anche perché il troppo è ormai la causa di tutti i suoi mali, ma a chi ha troppo poco si può proporre di avere ancora di meno? Sfidiamo pure le regole del mercato e a quel 20% della popolazione mondiale che consuma l’80% delle risorse diciamo di frenare la loro corsa e di lasciare qualcosa di più al resto del mondo, ma il reddito dei paesi poveri non può non crescere se si vuole che escano dalla povertà. O no?

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mercoledì
mar062013

SE FOSSI LAUREATO IN ECONOMIA E NON IN LETTERE

 "

DI MAURIZIO PALLANTE
ilfattoquotidiano.it

Dopo avere letto il post ‘La decrescita totalitaria’ *, di Stefano Feltri, ho immaginato di essere un ‘economista’, ed ho fatto un paio di considerazioni. Ad esempio, se fossi laureato in economia e non in lettere, mi domanderei: chi ha governato l’economia e la finanza nei decenni passati, chi la sta governando, chi ha la responsabilità della crisiche sta sconvolgendo i paesi industrializzati, chi è incapace di trovare le misure di politica economica adeguate per uscirne: i laureati in economia o i laureati in lettere?

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mercoledì
dic052012

Pallante: scordiamoci questi partiti, non lavorano per noi

Per favore, lasciamo perdere i partiti: con loro è tempo perso. Sanno solo ripetere la fiaba della crescita, che si sta frantumando giorno per giorno sotto i nostri occhi. Di loro non c’è da fidarsi: sono alleati, da sempre, con la grande industria, la finanza e le multinazionali, comprese quelle degli armamenti, necessari per dominare il pianeta allo scopo di garantirsi il monopolio delle risorse planetarie. Il mondo si è rotto, e non saranno certo loro a ripararlo: serve una nuova alleanza sociale, che metta insieme movimenti liberi, cittadini attivi, sindacati indipendenti, piccole imprese, artigiani e agricoltori. Un patto, per invertire la rotta verso l’unica soluzione possibile: la ‘decrescita selettiva’ della produzione di merci, creando occupazione ‘utile’ fondata sui territori, tagliando gli sprechi. «Solo per l’energia, l’Occidente butta via il 70% di quello che produce». Maurizio Pallante, teorico italiano della decrescita, lancia un appello: uniamo le forze, da subito, per riscrivere l’agenda dell’Italia.

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lunedì
nov192012

Pallante: facciamo decrescere gli sprechi, non il lavoro

Decrescita non significa diminuzione: se fosse diminuzione, non si uscirebbe dalla logica quantitativa della crescita. Il concetto di decrescita implica l’introduzione di criteri di valutazione qualitativi. Cioè: molte cose che consumiamo, le sprechiamo. Abbiamo delle case che, per essere riscaldate, per ogni metro quadrato consumano mediamente 20 litri di gasolio o 20 metri cubi di metano all’anno, quando in Germania non danno la licenza di abitabilità a case che ne consumino più di 7, e le case migliori ne consumano 1,5. Il problema è che dobbiamo introdurre elementi di valutazione: non tutte le merci che fanno crescere il prodotto interno lordo sono beni, sono utili. E allora, se partiamo da questa premessa, sviluppiamo delle tecnologie in grado di ridurre gli sprechi. 

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mercoledì
ago292012

Illusione crescita


DI MAURIZIO PALLANTE
lastampa.it

Caro Direttore, sintetizzando le riflessioni svolte da Guido Ceronetti sulla decrescita nell’articolo pubblicato su La Stampa il 19 agosto, Irene Tinagli ritiene di aver letto che per realizzare questa prospettiva «molto affascinante e per certi versi romantica», bisognerebbe «separare i bisogni essenziali da quelli che non lo sono e i beni prodotti per soddisfare bisogni reali da quelli fatti solo per generare profitto, ovvero i ‘commerci’»."

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lunedì
ago272012

Meno e meglio

Quando meno significa meglio

 

'La crescita è la causa della crisi che stiamo vivendo e quindi non può essere la soluzione, perché non si può pensare di risolvere un problema rafforzando le cause che lo producono. Se si produce sempre di più aumenta l’offerta di merci; se le persone che sono inserite nei processi produttivi sono sempre di meno diminuisce la domanda di merci, perché diminuisce il reddito con cui possono comprare le cose che vengono prodotte.' Maurizio Pallante

Il Passaparola di Maurizio Pallante.

 (da Beppe Grillo)

martedì
feb212012

Pallante: se fossi laureato in economia e non in lettere

Dopo avere letto il post “La decrescita totalitaria”, di Stefano Feltri, ho immaginato di essere un “economista”, ed ho fatto un paio di considerazioni. Ad esempio, se fossi laureato in economia e non in lettere, mi domanderei: chi ha governato l’economia e la finanza nei decenni passati, chi la sta governando, chi ha la responsabilità della crisi che sta sconvolgendo i paesi industrializzati, chi è incapace di trovare le misure di politica economica adeguate per uscirne: i laureati in economia o i laureati in lettere?

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martedì
feb072012

Maurizio Pallante Debiti pubblici crisi economica e Decrescita Felice

mercoledì
ott192011

Debiti pubblici, crisi economica e decrescita felice. Ecco la sintesi di Maurizio Pallante

Il Manifesto che segue è la sintesi di un saggio più lungo che pubblicheremo sul prossimo numero del Mensile. Il principale esponente del Movimento per la Decrescita Felice in Italia, Maurizio Pallante (che è peraltro uno nostro collaboratore) si propone di farlo firmare a quante più persone possibile. Massimo Fini è uno dei primi firmatari.

Pur coscienti che i punti in esso contenuti non esauriscono il "discorso" e la narrazione delle problematiche della modernità alle quali ci dedichiamo da sempre, si tratta in ogni caso di una tra le elaborazioni più puntuali ed efficaci, peraltro fortemente ancorata alla realtà, che la maggior parte degli pseudo intellettuali del nostro Paese, e del mondo, neache si sogna di provare a riuscire a elaborare.

Eccolo. I lettori che lo condividono sono invitati a diffonderlo il più possibile, magari citando anche La Voce del Ribelle che sta contribuendo alla sua diffusione.

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venerdì
mag202011

La decrescita, spiegata con una favola